Oggi 27-02-13 e' stata discussa e approvata la RISOLUZIONE presentata dalla giunta della Regione Emilia Romagna. Era presente una delegazione del C.A.L.S DOMENICA NO GRAZIE EMILIA ROMAGNA.
Sono stati chiaramente espressi i punti cruciali che
emergono dopo un anno di sperimentazione del Decreto Monti.
(Cons.Alessandrini) La sofferenza nel settore non da' assolutamente il
risultato sperato con le liberalizzazioni, tali provvedimenti non
possono devastare gli equilibri del lavoro e della famiglia aumentando
le tensioni che il commercio sta passando.
Occorre valutare un confronto urgente su Art 31 e sollecitare il governo affinche' si riconosca il ruolo della Regione.
(Cons. Landini) Non c'e' miglior servizio e non c'e' una reale
concorrenza. E' sbagliato spingere in modo strumentale sul commercio e
scavalcare le autonomie locali creando una ulteriore difficolta' nel
piccolo commercio. Questa risoluzione trova pieno appoggio in quanto le
Regioni sanno regolamentare la realta' locale.
TUTTA LA GIUNTA VOTA A FAVORE IN PIU' AGGIUNGONO LA LORO FIRMA DUE CONSIGLIERI PDL CHE NON ERANO NELLA LISTA.
Segue il testo della risoluzione.
Bologna, 15 ottobre 2012
Al Presidente
dell’Assemblea Legislativa
Regione Emilia-Romagna
Sede
Risoluzione
L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna
Premesso che
- la manovra finanziaria dell’ultimo Governo Berlusconi, varata con Dl. 98 del 6 luglio
2011, seguita dalla Circolare esplicativa ministeriale (Ministero dello sviluppo
economico) 28-10-2011, n. 3644/C, ha previsto la liberalizzazione degli esercizi
commerciali con effetto dal 2 gennaio 2012 e novanta giorni di tempo per i relativi
adeguamenti;
- l’attuale Governo Monti ha sostanzialmente confermato la suddetta disciplina
normativa all’interno della ''manovra SalvaItalia'' varata con Decreto Legge 6
dicembre 2011, n. 201;
- sulla base della legge vigente i titolari di esercizi commerciali ubicati sul territorio
nazionale possono decidere in modo autonomo i giorni e gli orari di apertura e
chiusura dei propri esercizi.
Valutato che
- la crisi economica che ha colpito anche il nostro Paese dall'autunno del 2008 ha
avuto ripercussioni importanti su tutti i principali settori dell'economia, con gravi
conseguenze sul piano occupazionale e sociale;
- il potere d'acquisto delle famiglie si è sensibilmente ridotto, comportando una
contrazione dei consumi pressoché ad ogni livello, e determinando quindi una
contrazione significativa nel comparto del Commercio;
Verificato che
a nove mesi dal decreto liberalizzazioni si sono registrati disagi e criticità ed è quindi
necessario trovare soluzioni nazionali e locali capaci di tutelare tutti i diritti in campo, quelli
dei lavoratori dipendenti, quelli dei consumatori, quelli delle imprese, sia grandi che piccole.
Sottolineato che
i processi di liberalizzazione devono avere al primo posto l’obiettivo di generare crescita e
lavoro, ridurre la precarietà (soprattutto per i giovani e le donne), garantire un lavoro di
qualità e rendere possibile la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Per farlo occorrono
regole, e nel commercio, questa Regione, con la passata programmazione ne ha dimostrato
tutta la positività.
Preso atto che
in questa fase di difficoltà del settore del commercio in questo momento si associano
tensioni nelle grandi strutture distributive legate alla liberalizzazione degli orari e, in alcuni
casi, a difficili rinnovi contrattuali interni, oltre alla difficoltà delle piccole imprese.
Valutato positivamente
L’impegno del Presidente della Conferenza delle Regioni Errani che, con note 20 gennaio
2012 prot. N. 244/C 11AP/C11COM e 2 marzo 2012, Prot.n. 993/C11AP/C11COM,
indirizzate al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha sottolineato la
necessità di un confronto urgente per una riflessione comune su alcune misure di
liberalizzazione introdotte con il DL “Salva Italia” che sono già applicabili e stanno
determinando sui territori disagi e criticità.
Si riferiva, in particolare, all’art. 31 in relazione alla liberalizzazione degli orari e alle
deroghe alle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali.
Chiede alla Giunta
di sollecitare nuovamente il Governo al fine di riconoscere il ruolo delle Regioni e degli Enti
Locali nella programmazione commerciale e nella organizzazione degli orari.
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