COMUNICATO STAMPA DEL 22 FEBBRAIO 2013
Da Milano a Ragusa si leva una sola voce contro le aperture domenicali: i gruppi DNG fanno sentire la loro voce ai candidati.
Sono i lavoratori del commercio e GDO che, insieme a quelli di altre
15 regioni italiane, alzano la voce e ribadiscono il loro secco No alla
liberalizzazione delle aperture dei negozi.
Scelte scellerate dei
Governi passati, riguardo alla liberalizzazione delle aperture
domenicali. Nessun governo di sinistra, di destra e di centro ha mai
detto no alle aperture domenicali selvagge.
Adesso questi lavoratori, in tutta Italia, chiedono al prossimo
Governo un’ impegno a regolamentare le liberalizzazioni mettendo dei
paletti e demandandone la disciplina alle regioni.
“Le piazze non
esisteranno più - dicono allarmati i coordinatori del gruppo DNG
Lombardia - perché i cittadini stanno modificando le proprie abitudini
“sociali”. Difatti ormai si preferisce ritrovarsi, la domenica
pomeriggio, ad esempio, all’interno dei centri commerciali anziché in
piazza, in montagna o al mare. La nostra paura è che i nuovi luoghi di
aggregazione sociale siano esclusivamente i centri commerciali e che,
quindi, andando verso una privatizzazione della propria vita sociale,
non saremo più in grado di manifestare l’eventuale dissenso verso ogni
cosa che ci verrà proposta. Noi commesse ne siamo la prima conferma: non
possiamo permetterci di parlare del nostro disagio - pena le
ripercussioni spesso in forma di mobbing, stressing e bossing -
all'interno dei nostri luoghi di lavoro, ovvero nelle piazze private del
domani.”
“Riteniamo assurda la politica attuata dai nostri
governanti – seguono a ruota i coordinatori del gruppo DNG Sicilia – che
hanno liberalizzato la costruzione incontrollata di nuovi centri
commerciali in ogni luogo d’Italia (consentendone poi l’apertura in ogni
giorno dell’anno) e quindi la cementificazione di quelle aree che
dovrebbero essere, invece, utilizzate per la costruzione di aree a verde
o ludiche. I rischi che si corrono sono molteplici e azzardati. La
società si sta “robotizzando”, accondiscendendo a quanto ci viene
offerto e senza pensare a quello che sta accadendo nella vita delle
famiglie italiane.”
Chi lavora nei centri commerciali ha cessato di
vivere la domenica coi propri parenti, creando una disgregazione
sociale senza pari nella storia. Mentre chi si adegua a vivere le
proprie domeniche libere a fare acquisti, o semplicemente a passeggiare,
nei centri commerciali, cedendo a quanto gli viene offerto, dimostra di
essersi sottomesso ai “comandamenti” della GDO (grande distribuzione
organizzata).
Ribadiamo il nostro secco No alle aperture dei negozi
365 giorni l’anno e chiediamo, anzi esigiamo che i nostri futuri
governanti cambino immediatamente la legge sulle liberalizzazioni.
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