LAVORARE PER VIVERE...MA NON VIVERE DI SOLO LAVORO! ciao a tutti! Domenica No Grazie Emilia Romagna nasce per essere un punto di riferimento per: - chi vuole dire NO,BASTA A QUESTE DEREGULATION DELL'ATTUALE GOVERNO - chi desidera rispolverare quell'accordo comunale risalente ad Ottobre del 2011 che prevedeva una PERFETTA E SENSATA ROTAZIONE DELLE APERTURE DOMENICALI DEI CENTRI COMMERCIALI MODENESI permettendo di lavorare A TUTTI senza creare delle assurde concorrenze - chi come noi pensa che la domenica deve essere "spesa" diversamente...dall'andare a far spesa darle IL VALORE PER CUI E'NATA: il riposo, lo stare in famiglia,con gli amici, occuparsi di volontariato,di sport, santificarla con la cristianità - chi vuole risollevare il vero valore dell'uomo COME ESSERE UMANO e non solo come lavoratore - tutti coloro che vivono questo disagio, o sempilcemente ci sono solidari e vogliono esprimerlo magari iniziando questa "lotta"insieme a noi Puoi trovarci anche su Facebook, alla pagina C.A.L.S. - Comitato Anti Liberalizzazioni Selvagge: https://www.facebook.com/groups/411082505591602/

sabato 26 gennaio 2013

Da Modena migliaia di firme contro le “aperture selvagge”

Le prime 6600 firme da Modena, raccolte anche dalle parrocchie, sono state raggiunte per inviare una petizione alla Regione Emilia Romagna. E poi ce ne sono altre 3 mila, autenticate, sotto la...







Le prime 6600 firme da Modena, raccolte anche dalle parrocchie, sono state raggiunte per inviare una petizione alla Regione Emilia Romagna. E poi ce ne sono altre 3 mila, autenticate, sotto la proposta di legge d’iniziativa popolare che assieme alle altre raccolte nel resto d’Italia arriverà sui tavoli del prossimo Parlamento per chiedere un cambio di marcia sulle aperture dei negozi.
È questo uno dei risultati della mobilitazione delle dipendenti dei centri commerciali e dei negozi che con le liberalizzazioni a oltranza si sono trovate con stipendi sempre magri e con settimane di lavoro sconvolte da turni impossibili, organizzati su sette giorni alla settimana.
«Siamo tornati a tempi della paga a cottimo - dicono con amarezza Valeria Ferrarini e Gisella Marchetti, portavoce del Cals (Comitato Anti Liberalizzazioni Selvagge) - Il nostro compenso maggiorato, quando si va a toccare con mano la busta paga, è di un solo euro all’ora in più. Di conseguenza se il salario a fine mese è più alto lo è solo a condizione di non effettuare il riposo compensativo e lavorare anche la domenica oltre agli altri giorni».
I sindacati confederali dal canto loro danno la copertura degli scioperi domenicali per chi non vuole lavorare. «Altro che aumento dell’occupazione - hanno scritto due giorni fa in una nota congiunta - I costi salgono, gli acquisti crollano ma il sistema viene tenuto in piedi solo perché la legge permette le aperture a ogni ora: quindi la gente va di domenica trovando gli sconti che non ha nel resto della settimana».
Il Cals di Modena è diventato un punto di riferimento regionale e ha allestito una pagina Facebook (digitare c.a.l.s. domenica nograzie), un blog (Domenicanograzie-emiliaromagna.blogspot.it) e raccolgono segnalazioni e aggiornamenti in tempo reale all’indirizzo calsmodena@gmail.com.
«Abbiamo superato e di molto le 50 mila firme e puntiamo a raccoglierne 200 mila per farci ascoltare dai politici - conclude Ferrarini - Le nostre vite sono state distrutte ma non possiamo protestare perchè l’alternativa è quella di essere trasferite o licenziate. Perciò continueremo ad andare avanti e chiediamo la solidarietà della cittadinanza. Non è possibile lavorare sette giorni su sette, avendo libero un giorno su dieci». (s.c.)

25 gennaio 2013

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