LAVORARE PER VIVERE...MA NON VIVERE DI SOLO LAVORO! ciao a tutti! Domenica No Grazie Emilia Romagna nasce per essere un punto di riferimento per: - chi vuole dire NO,BASTA A QUESTE DEREGULATION DELL'ATTUALE GOVERNO - chi desidera rispolverare quell'accordo comunale risalente ad Ottobre del 2011 che prevedeva una PERFETTA E SENSATA ROTAZIONE DELLE APERTURE DOMENICALI DEI CENTRI COMMERCIALI MODENESI permettendo di lavorare A TUTTI senza creare delle assurde concorrenze - chi come noi pensa che la domenica deve essere "spesa" diversamente...dall'andare a far spesa darle IL VALORE PER CUI E'NATA: il riposo, lo stare in famiglia,con gli amici, occuparsi di volontariato,di sport, santificarla con la cristianità - chi vuole risollevare il vero valore dell'uomo COME ESSERE UMANO e non solo come lavoratore - tutti coloro che vivono questo disagio, o sempilcemente ci sono solidari e vogliono esprimerlo magari iniziando questa "lotta"insieme a noi Puoi trovarci anche su Facebook, alla pagina C.A.L.S. - Comitato Anti Liberalizzazioni Selvagge: https://www.facebook.com/groups/411082505591602/

giovedì 24 gennaio 2013

Altro interessante articolo da leggere con molta attenzione. Quanti casi simili ci sono e non vengono denunciati?

 

La denuncia di una madre «Mia figlia lavora in nero»

Toano: chiamata in un supermercato per sostituire le addette di domenica «La pagano 5 euro all’ora e deve sostituire anche le “colleghe” che scioperano»






di Luciano Castellari TOANO
«Ventitrè anni, al lavoro per cinque euro l’ora e in nero, sia nei turni serali sia alla domenica, magari con posto di responsabilità».
A denunciare pubblicamente questa brutta storia di lavoro giovanile (e sfruttamento) è una mamma, Barbara Paglia, che abita a Cerredolo, località sull’Appennino reggiano, che oltre a una denuncia pubblica vuole anche lanciare un appello ai giovani: «Non accettate simili lavori, non potrete mai crearvi un futuro».
Poi racconta la storia che sta vivendo la sua famiglia: «Mia figlia, che ha 23 anni, diplomata con 100 e lode all’Istituto superiore “Elsa Morante” di Sassuolo (Modena), come operatrice turistica, è stata contattata da una agenzia di Modena, tramite una sua amica, per un lavoro saltuario da cassiera in un noto supermercato di Sassuolo, dapprima per l’ultima domenica di dicembre, quella dopo Natale, dalle ore 9 alle 14, poi ai primi di gennaio, il giorno 6, per inventario dalle ore 8 alle 12, come sostituta delle commesse che stavano scioperando, a causa della nota disposizione di legge secondo cui si può tenere aperto anche nei giorni festivi».
«Fin qui tutto normale per chi è in cerca di lavoro – aggiunge – rimane sempre il fatto che è stata chiamata a sostituire lavoratrici che stavano scioperando. Poi la ragazza è stata invitata negli uffici dell’agenzia di Modena per ritirare il compenso, dove le è stato rilasciato soltanto l'assegno delle 9 ore di lavoro per un totale di 45 euro, senza una busta paga o un documento che certifichi il versamento dei contributi. La ragazza è a mio carico, essendo anch’io una dipendente ho necessità di controllare gli assegni familiari per un conguaglio a fine anno. Altre volte era stata fatta lavorare a chiamata, ma le avevano sempre rilasciato i documenti per il versamento dei contributi».

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