Gentile
consigliere,
siamo
un gruppo di lavoratori nel settore commerciale del territorio modenese.
Con
la presente siamo a richiedere un piccolo intervento da parte Sua come
componente in Regione riguardo una serie di problematiche presenti nella nostra
vita da mesi.
Abbiamo
fondato il c.a.l.s. Comitatato Anti Liberalizzazioni Selvagge
dedìto a riunire energie ed idee per contrastare il nuovo decreto Monti sulle
liberalizzazioni, di fatto applicato a vari settori ma che in realtà ha creato
non pochi disagi di tipo etico, pratico ed economico sopratutto al nostro
settore.
All'inizio
dell'anno i mass media si occuparono di questo argomento e di come questo
decreto fosse una vera e propria "deregulation", poi con il
disastroso avvenimento del terremoto in Emilia, l'attenzione sull'argomento,si
è"giustamente"spostata su altro
e"momentaneamente"(..speriamo..)spenta su di noi.
Ma la nostra
situazione in merito è notevolmente peggiorata.
Come
Lei ben saprà, con questo decreto gli operanti del settore commerciale hanno
libero arbitrio sulle aperture e chiusure dei propri esercizi, SENZA NESSUNA
REGOLA, nè che sia richiesta dalla regione,
nè
dal comune stesso che le applica.
Questo,
risulta accattivante per chiunque abbia un minimo di potere su di un'attività
commerciale,
buono
da gestire se si parla di una piccola attività, in centro storico,con pochi
dipendenti e titolari presenti in negozio, ma se questa libertà viene applicata
alla grande distribuzione
IL
DISCORSO CAMBIA . NOTEVOLMENTE
A
Modena esistono vari supermercati e centri commerciali tutti, più o meno, con
la stessa tipologia:
ipermercato
con alimentari e beni di prima necessità, più una galleria per lo shopping più
futile.
Entrambe
le categorie sono strettamente legate da vecchi contratti che vincolano le
aperture dei singoli negozi delle gallerie a quelle del supermercato
alimentare;chi non rispetta questa regola ha per pena multe salatissime
qualunque siano le motivazioni di chiusura di un singolo negozio presente in
galleria
Ma
all'interno dei c/comm. esistono realtà per cui un piccolo negozio, con pochi
dipendenti, puo'avere difficoltà a gestire dei turni d'apertura di 13 ore
assicurando, riposi settimanali e
regolarità
negli orari e nei contratti di lavoro.
Con
questa liberalizzazione, molte grosse catene di supermercati hanno scelto di
aprire incessantemente ogni giorno dell'anno: domeniche, lunedì mattina
compresi, (prima questa mezza giornata permetteva di gestire bene l'arrivo
della merce, il controllo qualità, l'assortimento, le pulizie degli
ambienti,gli inventari e dimezzava costi e consumi) mantenendo le chiusure
serali alle ore 21/22, nei giorni di festa, e addirittura nelle più grandi
festività nazionali...UNA VERGOGNA!
Questo perchè NON
C'E' NESSUNA LEGGE CHE LO IMPEDISCE
finora
non abbiamo avuto voce in capitolo ma ci terremmo a far presente che la nostra
realtà è questa:
–
non è vero che SI SONO CREATI NUOVI POSTI DI
LAVORO
se
per "posto di lavoro" s'intende qualcosa che duri nel tempo, con uno
stipendio "decente"che permetta di vivere e la possibilità di
accollarsi un prestito o un mutuo se necessario
Semmai,
in questo modo si sono incentivati il lavoro nero e grigio con:
contratti
a chiamata, co.co.co.di 16/20 ore settimanali che coprono solo i turni del
week-end, pagati con badge postali,(...a ore...!)turni di 13 ore per non far
saltare il giorno di riposo al collega,..
questo
perchè non tutti i negozianti hanno la possibilità di fare nuove assunzioni.
–
Di conseguenza E' DIMINUITA LA QUALITA' DEL
PERSONALE e DEI SERVIZI
–
ABBIAMO VISTO GENTE LICENZIARSI A CATENA a
causa della qualità di vita personale e lavorativa peggiorate
–
ABBIAMO VISTO INCASSI SEMPLICEMENTE SPARTITI
PER SETTE GIORNI e NON AUMENTATI come tanti vogliono far credere
–
abbiamo visto UN SUSSEGUIRSI CONTINUO DI
PICCOLI NEGOZI CHIUDERE perchè schiacciati dalla concorrenza della grande
distribuzione
Come
si puo' giustificare tutto questo semplicemente dicendo "il commercio è
cambiato. Bisogna adeguarsi e giuardare al futuro" se è a questo che
il futuro ci porta?!
Non
manchiamo di ricordare che i centri commerciali sono per la maggior parte
occupati da personale femminile che per soddisfare l'esigenze lavorative
trovano ben poco spazio per seguire al meglio la famiglia.
Quale
servizio permette di accudire i figli in assenza dei genitori se occupati a
lavorare in negozio di domenica se ASILI E SCUOLE NON OSSERVANO GLI STESSI
ORARI?
Così
come diventa difficile seguirli in attività sportive, sociali e di CATECHESI
che sono settori che trovano la loro piena attività sopratutto di domenica.
Per
non parlare degli stipendi nel settore che certo non permettono il costo di
baby-sitter e badanti (anche chi non ha figli puo' riscontrare difficoltà a gestire
genitori anziani e non autosufficienti)
Con
questa lettera ci aspettiamo che venga proposta una regolarizzazione del
problema sopracitato
e noi come Comitato
proponiamo
-che
si proponga di gestire a livello COMUNALE QUESTA LIBERALIZZAZIONE
-SI
OBBLIGHI A UNA ROTAZIONE ove una città proponga più esercizi commerciali di
uguale tipologia
-si
OBBLIGHI A RISPETTARE LE FESTIVITA' NAZIONALI in quanto sacrosante e ricche
della nostra storia
E'
a Lei che ci rivolgiamo in quanto donna, dotata di quella sensibilità che
sicuramente l'aiuterà a comprendere di quanto parlato finora e in quanto
politica che
civile
e democratica non è se guarda solo all'interesse di pochi a scapito di
tanti...
...in
difficoltà.
Ci
vuole una politica che guardi al futuro e ASCOLTI LE PROBLEMATICHE REALI DEI
CITTADINI...inizi
Lei ad aiutarci in questa lotta
La
ringraziamo vivamente se vorrà accogliere la nostra richiesta e La informiamo
che per qualunque genere di chiarimento può contattarci.
Per
mail calsmodena@gmail.com
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